UVB fisiofototerapia - Isernia, Molise

Raccolta di risposte a domande frequenti su fototerapia UVB, vitiligine e psoriasi

 

FAQ

Seguno alcune risposte alle domande più frequenti riguardanti la fototerapia UVB e le patologie che vengono curate.

Quali sono i rischi per la salute derivanti dall'uso di attrezzature per fototerapia?
Il corretto uso delle attrezzature non comporta assolutamente alcun rischio in più rispetto ad una qualunque esposizione al sole: si tratta, infatti, di esporre la pelle alle stesse frequenze emesse dalle radiazioni solari, o parte di esse selezionate tra le più utili ai fini terapeutici, con dosaggi adeguati a seconda del proprio fototipo. È esattamente equiparabile all'esposizione solare che avviene durante le vacanze al mare, e soggetta alle stesse avvertenze. La sola avvertenza veramente importante è di NON SUPERARE LA SOGLIA prevista, oltre la quale si svilupperebbe eritema ed eventualmente di proteggere le parti più delicate. Certamente l'uso improprio è pericoloso, con rischio di arrossamenti e bruciature; un uso corretto può invece dare grande beneficio e la cura può continuare per tutta la vita senza alcuna controindicazione, assuefazione, o fenomeni di intolleranza, che alla lunga l'assunzione di molti farmaci comporterebbe. [Indice]
Quanto tempo occorre per vedere i primi risultati?
I primi risultati si raggiungono piuttosto velocemente. Normalmente per portare a remissione la psoriasi occorrono da 1 a 3 mesi, a dosaggi crescenti fino a raggiungere la propria MED (Dose Minima Eritematogena), consentendo di eliminare le chiazze psoriasiche tra l'80 e il 100%, ma queste percentuali possono variare anche sensibilmente in funzione della risposta della propria pelle ai trattamenti e della loro localizzazione. Nella cura della vitiligine i tempi richiesti sono più lunghi: solitamente necessita un periodo di attacco di circa 3 mesi per bloccare la diffusione delle chiazze e per vedere la comparsa dei primi gettoni di ripigmentazione, ma è comunque accertato che i risultati sono molto soggettivi e le chiazze depigmentate tendono a ridursi e scomparire nel tempo. A volte i trattamenti vengono proseguiti anche per anni, sempre con dosaggi di assoluta tolleranza, in modo che lo stimolo continuo degli UVB porti alla progressiva ripresa dell'attività melanocitaria interrotta dalla vitiligine. Nel caso delle dermatiti i risultati sono più rapidi, e già dopo le prime 6/8 esposizioni vi è una notevole riduzione del prurito e delle manifestazioni cliniche delle patologie trattate. [Indice]
Cos'è una malattia autoimmune?
Il sistema immunitario attacca, producendo autoanticorpi, uno o più organi del paziente. Nel caso della vitiligine, il sistema immunitario probabilmente riconosce i melanociti come qualcosa di estraneo, li attacca, indebolendoli o distruggendoli. Alcune malattie autoimmuni sono quelle della tiroide, l'alopecia areata, il lupus, l'anemia perniciosa, il morbo di Crohn. [Indice]
Mi è stato detto che per la vitiligine non c'è cura, è vero?
È una malattia difficile da curare, i risultati sono lenti e non compaiono in tutti: a volte per vedere qualche risultato ci vogliono dai 6 mesi ai due anni. Se una terapia non funziona, o non funziona più, si passa ad un'altra: ciò che viene definito "rotational therapy". I risultati delle terapie sono diversi da paziente a paziente. [Indice]
Come si evolve la vitiligine?
Il decorso varia da paziente a paziente. In molti casi inizia con una piccola chiazza, nel tempo ne appaiono altre, e tutte si possono ingrandire. In alcuni le chiazze rimangono le stesse per anni ed anni, poi improvvisamente possono comparire nuove zone depigmentate. Molti pazienti riferiscono che nel corso della vita alcune chiazze si ripigmentano spontaneamente, senza nessuna terapia. In qualche caso si assiste invece nel giro di uno, due anni a una depigmentazione rapida e completa. [Indice]
Cosa causa la vitiligine?
Ci sono diverse ipotesi, ma nessuna certezza. I ricercatori concordano nel ritenere che ci sia una predisposizione genetica. La malattia può essere il risultato di fattori autoimmuni, virali, stress ossidativo (eccesso di perossido di idrogeno), interazione dei melanociti con il sistema nervoso, fattori autotossici (nella produzione di melanina, sostanze tossiche per i melanociti). C'è la teoria dell'autodistruzione dei melanociti. Altri ipotizzano un difetto genetico nei melanociti, che li renderebbe deboli e pił suscettibili. Molti pazienti riferiscono che è scatenata o esacerbata da stress, eventi traumatici, traumi, scottature, ferite. Sappiamo che l'insorgenza della malattia, in soggetti predisposti, è dovuta anche all'esposizione ad alcune sostanze chimiche, come i fenoli. [Indice]
Aspetto un bambino: erediterà la vitiligine?
Come per tutte le malattie su base genetica, il timore di trasmetterla alle generazioni future ègrande e può rendere la gravidanza un periodo particolarmente difficile. Prima di decidere di avere dei figli, come per tutte le malattie genetiche ed autoimmuni, è importante che i futuri genitori valutino chiaramente il rischio di trasmettere una malattia. [Indice]
La psoriasi è contagiosa?
No, la psoriasi non è contagiosa, non si trasmette in seguito ad un contatto interpersonale. Le lesioni psoriasiche non sono infettive e non devono essere considerate come ferite aperte. Insomma, i pazienti affetti da psoriasi non rappresentano alcuna minaccia alla salute ed alla sicurezza delle persone che li circondano. Infine va anche detto che la psoriasi non è legata affatto alle condizioni igieniche di un individuo. [Indice]
Esiste una cura definitiva per la psoriasi?
Non esiste alcuna cura definitiva per la psoriasi. Tuttavia ottimi risultati si raggoingono ricorrendo all'uso della fototerapia con luce UVB come adiuvante ai trattamenti di base, riuscendo ad ottenere la riduzione/remissione delle chiazze psoriasiche in tutte le zone del corpo accessibili agli UVB. [Indice]
La psoriasi dà dolore?
La lesione psoriasica di per sè non dà dolore. In caso di edema, di gonfiore o a seguito di eventuali infezioni può essere percepita una sensazione di tensione cutanea e di dolore. Spesso sono sufficienti trattamenti locali al fine di ridurne la sensazione dolorosa. [Indice]
Quali complicazioni per la salute possono risultare dalla psoriasi?
La pelle come sappiamo è l'organo più grande del nostro organismo e qualsiasi alterazione della sua integrità costituisce un''importante manifestazione di malattia. Il coinvolgimento di vaste aree corporee porta ad infezioni, perdita di liquidi e conseguente ipotensione. [Indice]
Perchè la psoriasi peggiora d'inverno?
Una combinazione di aria secca, diminuzione dell'esposizione alle radiazioni solari e temperature più fredde contribuisce al peggioramento della psoriasi d'inverno. Un sollievo rapido può essere quello di utilizzare forti idratanti ed umidificare l'ambiente in cui si vive. A questo possono essere associate alcune sedute di fototerapia anche a casa con apparecchiature domestiche o presso centri specializzati e sempre sotto il controllo di un dermatologo. [Indice]